Rapina al chiosco di Gragnano, condanna a cinque anni

25 Settembre 2013

La vicenda giudiziaria della rapina al chiosco del presidente della Coldiretti Luigi Bisi si è chiusa con una pesante condanna. Il terzo degli stranieri arrestati dai carabinieri con l’accusa di avere messo a segno il colpo nell’agosto del 2012 è stato condannato a cinque anni di carcere e 1.200 euro di multa dal collegio giudicante presieduto da Italo Ghitti (giudici a latere Maurizio Boselli ed Elena Stoppini).
L’imputato, di 25 anni, ha sempre negato di avere perso parte all’assalto e nello scorso mese di marzo aveva rifiutato di patteggiare la pena con gli altri due marocchini che secondo i carabinieri avevano preso parte al colpo. Entrambi, in quell’occasione, avevano concordato davanti al giudice per l’udienza preliminare la pena di due anni e quattro mesi per ciascuno.
Il giovane era stato dunque rinviato a giudizio e ieri mattina la sua vicenda è stata discussa in aula. Pubblico ministero era Michela Versini. L’imputato era difeso dall’avvocato Massimiliano Perotti.
L’accusa ha sostanzialmente ribadito davanti al collegio giudicante le tesi che erano già state presentate al giudice per l’udienza preliminare. Due soprattutto gli elementi che hanno “incastrato” il 25enne: i carabineri nelle loro indagini hanno dimostrato attraverso l’acquisizione di tabulati telefonici che il cellulare dell’imputato quel giorno, il 2 agosto del 2012, ha “agganciato” una cella che si trova nei pressi del chiosco preso di mira dai rapinatori. Ed inoltre uno dei testimoni del colpo lo ha riconosciuto con buona approssimazione tra i presenti all’assalto.

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