Piacenza

Timbro sbagliato sui buoni postali: rischiano di perdere 40mila euro

30 settembre 2013

Due episodi distinti, entrambi avvenuti in città e con modalità identiche: due famiglie piacentine hanno rischiato di veder andare in fumo circa 20.000 euro a testa per colpa di un timbro sbagliato, affrancato oltre 20 anni fa, da due diversi impiegati dei servizi postali locali.

La storia ebbe inizio a metà degli anni ’90, quando i genitori delle vittime dell’errore burocratico, acquistarono buoni fruttiferi postali – con scadenza ventennale – per un valore di diversi milioni di lire. Quest’anno gli eredi legittimi degli scomparsi si sono recati alle rispettive filiali delle poste per riscuotere, così come previsto, quanto spettava loro. La risposta è stata ben diversa: il timbro posto dall’impiegato dell’epoca indicava che i buoni avevano validità di 11 anni e quindi il tempo limite per incassare i contanti, era scaduto da quasi un decennio. Ai familiari dunque non spettava neppure un euro.

Una prospettiva inaccettabile per le due famiglie, certe che il contratto fosse stato stipulato in entrambi i casi per 20 anni ma impossibilitate a dimostrarlo con altra documentazione. I familiari si sono dunque recati da Federconsumatori nel tentativo di far emergere la verità. L’associazione, dopo aver provato a mettersi in contatto con le Poste per avviare una procedura di conciliazione, si è rivolta direttamente al Ministero dell’Economia e della Finanza. Lo Stato ha appurato, tramite delle verifiche, che la cifra dovuta era, in entrambi i casi, quella dichiarata dalle due famiglie piacentine che hanno così potuto ritirare la giusta somma.

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