Piacenza

Salmonella: 154 casi dall’inizio dell’anno. Aumento del 50%

3 ottobre 2013

Sono stati 61 i casi di contagio da salmonella registrati in queste settimane e imputabili al salame del salumificio Val d’Ongina di Monticelli. A confermarlo è Marco Delledonne responsabile dell’area Sanità Pubblica Veterinaria dell’Ausl di Piacenza. All’origine ci sarebbero carni contaminate acquistate dall’azienda piacentina. La merce è stata ritirata dal mercato e i cittadini sono invitati a non consumare il salame prodotto negli ultimi mesi nello stabilimento di Monticelli e a restituirlo.

L’Ausl conferma che dall’inizio del 2013 ad oggi, si sono registrate complessivamente 154 infezioni. Mediamente, nel 2011 e 2012, i casi sono stati un centinaio, mentre nel 2010 sono stati 144. In 61 casi umani del 2013 è stato possibile evidenziare che la salmonella isolata dalle feci ha lo stesso profilo genetico della salmonella isolata durante i controlli. Gli altri casi sono “standard” e si verificano ogni anno per diverse cause. La salmonellosi è infatti una malattia diffusa, con evoluzione clinica benigna nella maggior parte dei casi. I principali serbatoi dell’infezione sono rappresentati dagli animali e dai loro derivati (come carne, uova e latte consumati crudi o non pastorizzati) e l’ambiente (acque non potabili).

La gravità dei sintomi varia dai semplici disturbi del tratto gastrointestinale (febbre, dolore addominale, nausea, vomito e diarrea) fino a forme cliniche più gravi (batteriemie o infezioni focali a carico per esempio di ossa e meningi) che si verificano soprattutto in soggetti fragili (anziani, bambini e soggetti con deficit a carico del sistema immunitario). I sintomi della malattia possono comparire tra le 6 e le 72 ore dall’ingestione di alimenti contaminati (ma più comunemente si manifestano dopo 12-36 ore) e si protraggono per 4-7 giorni. Nella maggior parte dei casi la malattia ha un decorso benigno e non richiede l’ospedalizzazione, ma talvolta l’infezione può aggravarsi al punto tale da rendere necessario il ricovero.

Solitamente all’apparenza il cibo contaminato non presenta alcuna alterazione di colore, odore, sapore, consistenza. La contaminazione degli alimenti può avvenire al momento della loro produzione, durante la preparazione, oppure dopo la cottura a causa di una manipolazione non corretta degli alimenti. Oltre alle uova crude, sono da considerarsi alimenti a rischio latte crudo, carne e derivati (specialmente se poco cotti), salse e condimenti per insalate, preparati per dolci, gelato, frutta e verdura.

Nonostante la salmonella sia un’infezione batterica il ricorso agli antibiotici viene sconsigliato, poiché potrebbe allungare i tempi di persistenza delle salmonelle nelle feci o indurre resistenza.

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