Piacenza

Prestiti alle famiglie: Piacenza la provincia più debole della Regione

7 ottobre 2013


In Emilia-Romagna il secondo trimestre 2013 è il settimo consecutivo con una variazione negativa. A soffrire maggiormente sono le piccole imprese, penalizzate dalla riduzione di consumi e investimenti. In Emilia-Romagna il 2013 dovrebbe chiudersi con un calo del PIL dell’1,6 per cento, mentre per il 2014 è atteso un +0,9 per cento.
Sono queste alcune indicazioni che emergono dall’indagine congiunturale relativa al secondo trimestre 2013 sull’industria manifatturiera, realizzata in collaborazione tra Unioncamere Emilia-Romagna, Confindustria Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo.

I prestiti alle famiglie hanno continuato a mostrare un calo decisamente più moderato: -0,5% medio nei primi sette mesi del 2013. A livello provinciale per i prestiti alle imprese il quadro resta caratterizzato da evidente fragilità. Tutte le province sono chiaramente in negativo a luglio 2013. Più in dettaglio, in due casi Parma (-8%) e Reggio (-9%) si osservano prestiti alle imprese in forte flessione. Piacenza, Modena, Forlì-Cesena mostrano una contrazione tra -4% circa e -5%. All’opposto, Piacenza resta la provincia più debole, con un calo significativo (-3,3%).

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