Piacenza

Adiconsum, in due mesi 40 richieste di aiuto per debiti con Equitalia

14 ottobre 2013

Agosto e settembre sono stati mesi “infuocati” per gli uffici di Adiconsum; quaranta piacentini hanno chiesto aiuto all’associazione di categoria dopo aver ricevuto intimazioni di pagamento o avvisi di pignoramento, sulla pensione o su una quota della busta paga, da parte di Equitalia.

Per molti si tratta di cifre consistenti, dai 20.000 ai 30.000 euro e per alcuni cittadini i presunti debiti arrivano a sfiorare i 70.000 euro; la situazione più comune riguarda il mancato versamento di contributi da parte di liberi professionisti o imprenditori, ma ci sono anche casi di vecchi bolli auto e sanzioni amministrative mai saldati.

Spesso i “conti in sospeso” risalgono a molto tempo prima: “Il diritto dei creditori, se rimane inattivo, cade in prescrizione dopo alcuni anni, ma non avviene in automatico, la persona interessata deve farla valere in giudizio – ha spiegato Giuseppina Schiavi di Adiconsum ai microfoni di Telelibertà –; per otto cittadini abbiamo già presentato un’istanza di sgravio, tra loro ci sono imprenditori che avevano dichiarato fallimento o cessato l’attività per malattia e ora si vedono chiedere, a distanza di 15 anni, decine migliaia di euro per contributi non pagati”.

La grande maggioranza delle persone che si sono rivolte all’associazione di tutela dei consumatori, sono uomini di mezza età: “Si tratta spesso di capifamiglia, che hanno in carico la responsabilità di provvedere a moglie e figli – ha aggiunto Giuseppina Schiavi – non sono situazioni semplici”.

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