Gioco patologico, lo “slotmob” potrebbe arrivare anche a Piacenza

7 dicembre 2013

20131206-214208.jpg

Tre slot machine garantiscono da sole un incasso medio di 1.300 euro. “Ci paghiamo l’affitto” ammettono alcuni baristi intervistati. Ma il costo sociale dell’azzardo è ben più alto, con una crescita del venticinque per cento dei malati da gioco d’azzardo patologico in carico al Sert di Cortemaggiore in un solo anno.
Per questo, numerosi volontari si sono organizzati sui social network per dare una mano ai baristi che hanno deciso di togliere slot e videopoker con un’azione spontanea di disobbedienza civile che si basa su un’equazione simbolica ma diretta: chi rinuncia alle slot, ha centinaia di caffè pagati durante un evento. “Sicuramente lo Slotmob può essere portato a Piacenza, anzi penso sia davvero importante mobilitare il più alto numero di cittadini possibili e farli sentire parte di un cambiamento positivo” spiega Francesco Naso, uno dei referenti del progetto che ha già raccolto l’adesione di un centinaio di associazioni in tutta Italia. I dettagli in edicola oggi con Libertà.

© Copyright 2020 Editoriale Libertà

categorie: Cronaca

NOTIZIE CORRELATE