Famiglia neocatecumena in missione in Belgio: “Come una chiamata”

06 Febbraio 2014

Belgio

Lasciare tutto e trasferirsi in un luogo nuovo con la propria famiglia. E’ quanto prevede la missione neocatecumenale in zone del mondo in cui i parroci richiedono la presenza di fedeli per evangelizzare o ri-evangelizzare quel territorio. E’ così che una famiglia piacentina da settembre troverà casa a Namur, una piccola cittadina del Belgio. Sabato scorso Luisella e Luciano insieme ai loro 4 figli di 18, 16 12 e 9 anni erano a Roma dove hanno ricevuto dal Papa l’invio neocatecumenale. Il loro cammino nel movimento cattolico è iniziato più di 20 anni fa. “E’ come una chiamata, ci abbiamo pensato tanto e abbiamo deciso di partire” ha spiegato Luisella Bargazzi. Il marito Luciano Sallusti ha aggiunto: “In questi mesi ci sono tanti timori legati al trasferimento ma penso che una volta là sarà più quello che riceveremo di quello che daremo”. Parla anche Filippo, 16 anni, attorniato dai suoi fratelli: “C’è rammarico perché lasciamo gli affetti, la scuola, la morosa ma c’è anche felicità perché se questa è una volontà di Dio e loro si sentono chiamati per fare questo si può fare, se non ci andrà bene, nessuno ci vieta di ritornare”.
Con la famiglia Sallusti c’era don Stefano Segalini della parrocchia di San Giuseppe Operaio. “Ci sono luoghi di nuova evangelizzazione come la Cina, un parroco è in partenza per quel territorio ma fa riflettere il fatto che siano parroci europei a chiedere una nuova evangelizzazione” . Nel Piacentino i neocatecumeni sono oltre 1.200. Tre famiglie sono all’estero in missione in Francia, Inghilterra e Australia.

 

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