Falsi certificati ad aziende, impiegato della Camera di Commercio patteggia

11 Febbraio 2014

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Ha patteggiato due anni l’impiegato della Camera di Commercio di Piacenza accusato di peculato in relazione a false ricevute di pagamento a decine di aziende piacentine che esportano. Secondo l’accusa il tutto per impadronirsi del denaro versato dalle stesse per ottenere certificazioni dall’ente camerale. In tutto circa quattordicimila euro euro in due anni.
Il fatto è stato discusso ieri davanti al giudice Giuseppe Bersani. Pubblico ministero era Antonio Colonna. I difensori dell’impiegato, avvocati Massimo Corso e Giovanna Cavaciuti, hanno concordato con il pm un patteggiamento a due anni. E il giudice ha confermato la pena. L’imputato ha sempre negato le accuse che gli sono rivolte e sostenuto di non avere mai preso un euro e che le firme sulle false ricevute non sono le sue.
L’inchiesta è nata dopo la scoperta alla Camera di Commercio di alcune ricevute di pagamento di certificati per l’estero che hanno insospettito alcuni dipendenti. In pratica, erano stati falsificati gli originali “scannerizzandoli” al computer. E’ dunque scattato da parte degli investigatori dell’Arma della stazione di Piacenza principale un attento monitoraggio delle centinaia di certificati emessi dall’ente camerale alle aziende che esportano. E nel corso dei controlli è emerso che decine di ricevute di pagamento rilasciate dalla Camera di Commercio erano false. Ulteriori accertamenti e perquisizioni hanno portato gli inquirenti a puntare il dito verso l’impiegato.
I dettagli sul quotidiano Libertà.

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