Pm10, migliora la Pianura Padana. A Piacenza 43 sforamenti nel 2013

11 Febbraio 2014

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Il numero degli sforamenti diminuisce ma per l’Emilia-Romagna, come per il resto della Pianura Padana, l’inquinamento atmosferico resta un’emergenza ambientale e di salute pubblica: anche nel 2013, in quasi tutti i principali centri urbani sono stati superati i livelli di polveri fini (PM10) con concentrazioni superiori a 50 milligrammi per metro cubo (g/m) per più di 35 giorni in un anno, la soglia prevista dal Dlgs 155/2010. In generale il Bacino padano si conferma come la zona più critica, con 15 città tra le prime 20 posizioni nella classifica dell’inquinamento atmosferico, anche a causa delle caratteristiche geomorfologiche che non favoriscono il ricircolo dell’aria.

In quanto a qualità dell’aria, in Emilia-Romagna si evidenzia un lieve miglioramento rispetto agli anni precedenti; nonostante ciò la maggior parte dei capoluoghi di provincia è bocciato, facendo registrare nell’arco del 2013 dati che confermano l’insalubrità dell’aria. La prima città per gli elevati e ripetuti livelli di PM10 è Parma con 80 giornate, seguita da Rimini (68), Bologna (57), Reggio Emilia (56), Modena (51), Ferrara (51), Ravenna (48) e infine Piacenza (43). Promosse solo Forlì, con 28 giornate di sforamenti, e Cesena, che ne conta 15.

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