Gioco d’azzardo, la Fipe: “Colpire gli illegali, ma nessun proibizionismo”

26 Febbraio 2014

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“La priorità deve essere rappresentata dalla lotta all’illegalità, che ha un giro d’affari molto grande rispetto alle attività lecite. E ci si ricordi che anche in questo caso il proibizionismo può portare ad effetti opposti a quelli desiderati”. La Federazione italiana dei pubblici esercizi di Piacenza interviene così sulla “crociata” contro il gioco d’azzardo lanciata dalle istituzioni locali e sostenuta persino dalla diocesi. “Se si vuole davvero portare avanti una battaglia di questo tipo – afferma il presidente provinciale della Fipe, Cristian Lertora – si inizi dalle situazioni di illegalità, che sono molto diffuse e che hanno un giro di affari enorme, senza criminalizzare chi si muove all’interno delle leggi che sono in vigore. Il settore va senza dubbio regolamentato, noi pensiamo ad esempio che il numero di macchinette debba essere adeguato alla grandezza dei locali e che per utilizzarli si debba strisciare la carta di identità o la tessera sanitaria come per i distributori di sigarette. Ma il proibizionismo anche in questo caso non darebbe alcun risultato positivo, anzi farebbe ancora più ricchi coloro che si muovono illegalmente. Per non parlare – conclude – delle migliaia di persone che perderebbero il lavoro”.

Una posizione simile arriva dal segretario provinciale della Uil, Massimiliano Borotti: “Questa mattina ho visto un mega cartellone che pubblicizza l’inaugurazione di una nuova sala slot e mi sono chiesto chi li ha autorizzati ad aprire, vista la raccolta di firme per la legge contro gioco d’azzardo. E’ il festival delle ipocrisie istituzionali”, aggiunge, riferendosi al fatto che molti Comuni piacentini e la Provincia sono in prima linea in questa iniziativa.

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