Bocconi avvelenati, tavolo in Prefettura. “Fenomeno sommerso, denunciate casi”

27 Febbraio 2014

Prefettura, comitato violenza contro i cani (2)

Sono bocconi di carne imbottiti di liquido antigelo per motori, e una volta ingeriti causano un’agonia che può durare anche molte ore: quando si manifestano i primi sintomi non si può più tornare indietro, non esiste antidoto. Decine di cani e gatti sono morti così, a Santa Maria di Bobbio, negli ultimi anni, tanto che, dopo la denuncia della proprietaria del cane Ciro, originaria di Milano, la Procura ha aperto un fascicolo e, stamattina, a seguito anche di segnalazioni arrivate da tutta la provincia, in Prefettura si è riunito il primo tavolo con Forze dell’ordine, sindaci e istituzioni per creare una rete più efficace di controlli e “stanare” gli avvelenatori che rischiano, per il reato punito dall’articolo 544 bis del Codice Penale, la reclusione da quattro mesi a due anni, tanto che a Reggio Emilia si contano già 17 arresti per avvelenamento di animali. “Spesso le persone non denunciano l’avvelenamento degli animali, il fenomeno resta molto sommerso, è fondamentale che gli episodi vengano a galla” commenta Giovanni Peroni (Guardia Ecozoofila).

Intanto, sono più di dieci le persone sentite dai carabinieri di Bobbio, con il maggiore Fabio Longhi, nell’ambito dell’indagine coordinata dal pm Roberto Fontana. Già alla fine dell’estate l’amministrazione comunale aveva fatto mettere cartelli di attenzione, segnalando il pericolo. Ma anche quelli, poco dopo, erano stati rimossi da ignoti.

Solo pochi giorni fa, a Trevozzo di Pianello, a pochi passi dalla scuola materna, sono stati ritrovati tre cani avvelenati e un micio cui è toccata la stessa sorte. E, ancora, a Pontenure c’è chi ha perso addirittura quattro cani nel giro di un paio di anni. Solo due anni fa, un’intera colonia felina era stata sterminata a Cortebrugnatella.

Una strage silenziosa che riguarda una media di 150 animali denunciati in Regione ogni anno: nel 2013, a Piacenza si sono verificati 16 casi denunciati alla Forestale; prima del 2009 si contavano 4 o 5 casi segnalati ogni anno. Il fenomeno è dunque in costante aumento, anche se molti casi restano sconosciuti e gli animali denunciati sarebbero solo la punta dell’iceberg.

Chiunque voglia richiedere l’intervento del Corpo forestale può contattare l’1515, numero gratuito attivo 24 ore su 24.

La Prefettura predisporrà una circolare indirizzata agli Enti competenti volta a diffondere una cultura finalizzata alla tutela ed al rispetto degli animali.

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