“Una rapina in banca ogni due giorni in Emilia Romagna”, l’allarme di Fiba-Cisl

27 Febbraio 2014

Rapina a Castelsangiovanni

“In un anno il numero di rapine Emilia Romagna è aumentato dell’11 per cento, sono infatti 110 (contro i 99 del 2012) gli attacchi consumati ai danni degli sportelli bancari della regione, con un bottino medio di circa 30.000 euro a “colpo”. Fenomeno che assume proporzioni ancora più allarmanti si considerano anche i tentativi di rapina: 141 nel 2013 contro i 125 dell’anno precedente, con un aumento quindi di quasi il 13%”. E’ l’allarme lanciato da Marco Amadori, segretario generale della Fiba Cisl Emilia Romagna, durante la presentazione, dei dati dall’Osservatorio regionale dei bancari della Cisl.

In quasi tutte le province dell’Emilia-Romagna, si è verificato un aumento considerevole delle rapine (consumate e tentate) con il fenomeno esploso sia a Modena (+ 142,9%) sia a Reggio Emilia (+ 111,1%), e incrementi significativi anche a Parma (+50%), Piacenza (+36,4%) e Rimini (+26,7%). A Piacenza nel 2013 le rapine consumate e tenate sono state 15 rispetto alle 11 dell’anno precedente. Quelle andate a segno sono state 12, una in più del 2012.

Unica eccezione di rilievo è la provincia di Bologna, con le rapine che sono scese dalle 52 del 2012 alle 36 del 2013, “tuttavia – sottolinea il sindacalista della Fiba – è un dato da prendere senza eccessivi trionfalismi, soprattutto se si valuta l’incremento esponenziale che si è avuto nella vicina provincia modenese, senza oltretutto dimenticare che, quella bolognese, resta pur sempre la provincia con il maggior numero eventi criminosi in assoluto”. Stabili le province di Ferrara e Forlì-Cesena, che hanno ricalcato lo stesso dato dell’anno precedente (rispettivamente sei rapine la prima e sette la seconda nell’arco dell’anno).

“Questi dati – ha ribadito Amadori – purtroppo confermano senza tema di smentite quello che denunciamo da anni, ovvero il rischio di sottovalutazione del fenomeno da parte degli istituti di credito e la conseguente adozione di politiche sulla sicurezza insufficienti”.

“Negli ultimi tempi – rincara la dose Amadori – le banche, nell’introdurre un nuovo modello di agenzia in cui le misure di sicurezza sono mutuate da quelle degli uffici postali, ovvero senza metal detector all’entrata e senza bussole, rischiano seriamente di lasciare campo libero ai banditi per quel che riguarda l’introduzione di armi da fuoco in banca. Politica a cui noi siamo assolutamente contrari a causa degli inevitabili rischi a cui vanno incontro dipendenti e clienti: si può fare una banca aperta ai clienti senza bisogno di smantellare le misure di sicurezza”.

Tabelle Rapine 2013 in Emilia-Romagna

© Copyright 2021 Editoriale Libertà