In cella per una fionda, Asl e amici: ha problemi psichici, reinserimento a rischio

28 Febbraio 2014

tribunale

Un mese di carcere per il possesso di una fionda. Protagonista della vicenda è un 43enne di Castelsangiovanni che soffre di disturbi psichiatrici. Una persona seguita dal servizio di salute mentale dell’Ausl di Piacenza e che in questi giorni avrebbe dovuto iniziare un tirocinio formativo. Invece, da venerdì scorso, si ritrova tra i muri di una cella in via delle Novate.
A lanciare l’allarme sono le persone che si stanno prendendo cura di lui. Prima di tutto l’équipe dell’azienda sanitaria formata dal dottor Filippo Lombardi e dall’assistente sociale Luisa Bersani. «Abbiamo fatto un lavoro terapeutico importante e molto lungo – dicono – che rischia di essere compromesso dall’esperienza del carcere. Senza contare che è saltato il tirocinio lavorativo che doveva iniziare in questi giorni».
Anche Massimo Oddi, titolare di un ristorante a Pianello, si è preso a cuore la sorte del 43enne. “Ci conosciamo da una vita – racconta – perché quando era un ragazzino il tribunale di Piacenza lo affidò a mia madre. Quando è stato fermato con la fionda attraversava un brutto periodo e girava da solo per i boschi. Ma ora si stava avviando verso la normalità. Spero che gli sforzi fatti dai servizi sociali e dall’Ausl, che hanno lavorato benissimo, non vengano vanificati”.

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