Genio pontieri, quando il Capitano è donna: “Contano le capacità”

06 Marzo 2014

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Divisa ed elemetto, sotto capelli raccolti e un filo di trucco. Realizzano ponti, scavano, guidano ruspe. Esattamente come gli uomini, perché, testimoniano in prima persona le donne del Genio Pontieri di Piacenza, nell’Esercito italiano non esistono differenze di genere. E così scopriamo che “Dietro ad ogni superba sfida dei pontieri” – come recita il motto – a realizzare infrastrutture ci sono anche militari donne che talvolta hanno ruoli di comando. E’ il caso del capitano Romina Fedeli, 33 anni, umbra di Fogligno, che dopo varie destinazioni nel nord Italia è arrivata a Piacenza. Entrare nell’Esercito era un’ambizione nata ai tempi dell’adolescenza, ora ai suoi comandi risponde un centinaio di uomini. “Non esistono vantaggi e svantaggi nell’essere donna, nell’Esercito siamo tutti uguali, contano le competenze e le abilità ed è fondamentale il riconoscimento dei singoli ruoli. Chi comanda deve essere un esempio”.
Il capitano Fedeli è mamma di un bambino di 3 anni. Come si conciliano lavoro e famiglia? “Io e mio marito abbiamo appeso una grande bacheca nella quale ognuno segna le proprie esigenze lavorative in modo da conciliarle con quelle del bambino che è la priorità”. Una piccola caserma anche a casa: “Eh sì” risponde sorridendo. Nel tempo libero che rimane a disposizione, il capitano studia lingue orientali, in particolare il cinese. L’auspicio per il futuro è quello di frequentare il corso di Stato maggiore dell’Esercito ed essere impiegata in una missione internazionale.  Nel secondo Reggimento di Piacenza su 700 militari, 40 sono donne, un numero in linea con la media nazionale.
Entrare nell’Esercito era il sogno anche di due giovani caporali Roberta Giannetti e Mariagrazia Fontanarosa entrambe foggiane, volontarie e in ferma prefissata: soddisfatte del percorso svolto fino a questo momento auspicano di poter continuare a vestire la divisa.

Caserma Lusignani - Pontieri (6)

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