Football, viaggio in casa Wolverines. 500 euro per vestire un singolo giocatore

15 Marzo 2014

football americano

Dopo aver dato alla luce la prima vera squadra in ambito nazionale, non poteva durare a lungo l’assenza del football americano made in Piacenza. Dalle “Pantere Rosa” degli anni 70 si passò ai mitici “Cinghiali” che raggiunsero addirittura la massima serie a cavallo tra gli anni 80 e 90. La storia recente parla però di un grande silenzio per uno sport tornato prepotentemente a vivere grazie ai Wolverines.

Una passione, quella del presidente Stefano Queirazza, che lo ha spinto a non arrendersi nemmeno di fronte alle ovvie difficoltà di uno sport che non gode certo della visibilità che può vantare negli Stati Uniti. Soltanto per portare il più semplice degli esempi, vestire un singolo giocatore, dotandolo di tutte quante le protezioni, caschi e corazze, costa all’incirca 500 euro: se si considera che la rosa è composta da circa 40 giocatori, è facile intuire quali e quanti siano gli ostacoli per la franchigia piacentina che disputa le gare interne all’impianto di via delle Novate, su gentile concessione del Rugby Lyons.

Si parla di football americano a nove giocatori per il quale la compagine piacentina, inserita in uno dei sei gironi nazionali del campionato che ha preso il via giusto due settimane fa, rappresenta un vero punto di riferimento per le province limitrofe.
Una sconfitta all’esordio con i lariani di Hammers, dopodiché il successo con i Gorillas di Varese. Le ambizioni di classifica non sembrano rappresentare ora un assillo in casa Wolverines che puntano a chiudere questa prima fase del torneo conquistato quanti più successi possibile. Il primo grande obiettivo è stato centrato: il football americano piacentino è tornato a vivere.

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