Il dramma di tre prostitute: “Volevamo solo una vita migliore”

20 Marzo 2014

prostitute intervistate (1)

Una storia drammatica, che purtroppo assomiglia a quella di molte altre giovani straniere, arrivate in Italia in cerca di fortuna: questa è la testimonianza di tre ragazze nigeriane che vendono il loro corpo, ma “non la loro anima”, sulle strade di Le Mose e Gerbido per raccogliere il denaro necessario a pagare l’illusione di un permesso di soggiorno e di un lavoro come operaie.

Un connazionale, che con pressioni e minacce ha estorto loro migliaia di euro in cambio di documenti falsi, è stato denunciato ma la paura e il dolore vissuti in quei mesi purtroppo non hanno prezzo.

“Nel nostro Paese era difficile sopravvivere; io sono parrucchiera e speravo di riuscire a farlo anche qui” ha raccontato una giovane ai microfoni di Telelibertà, mentre l’amica ricordava il terrore che si prova di notte sulla strada: “Eravamo sole, a volte i passanti ci tiravano addosso acqua o uova o ci facevano del male”. Una di loro ha mostrato una grave ustione sulla gamba, frutto di una violenza subita e il pianto ha interrotto il drammatico racconto.

Il loro desiderio oggi è quello di poter restare a Piacenza e trovare un vero lavoro, come collaboratrici domestiche, badanti o babysitter.

© Copyright 2021 Editoriale Libertà