Processo “Grande Drago”, la Cassazione non fa sconti

10 Aprile 2014

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Nessuno sconto in Cassazione per gli imputati condannati sia dal Tribunale di Piacenza che dalla Corte d’Appello di Bologna perché ritenuti affiliati a clan della ‘ndrangheta cutrese attive tra Castelvetro, Monticelli e Cremona. Un processo scaturito dall’inchiesta del 2002 nota come “Grande Drago”, nome in codice di due famiglie che si riteneva facessero parte di un’unica cosca.
Nel giugno del 2011 in Appello erano state ridimensionate le condanne per associazione a delinquere di tipo mafioso inflitte dal tribunale di Piacenza nel dicembre 2008 a carico dei presunti affiliati. I giudici bolognesi avevano accolto la tesi difensiva della continuazione con altre sentenze.
C’è stato poi il ricorso in Cassazione e martedì la vicenda è stata discussa a Roma davanti alla terza sessione penale. I difensori, tra cui gli avvocati Gianni Montani di Piacenza, Luigi Colacino di Crotone e Bruno Desi di Bologna, hanno sostenuto con ampie argomentazioni le ragioni dei loro assistiti, ma la Suprema Corte ha respinto il ricorso. La sentenza che ha confermato le condanne in Appello è arrivata a tarda sera e la vicenda giudiziaria si è in questo modo conclusa.
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