Luci spente e menù da leccarsi i baffi: la cena al buio è un successo

16 Aprile 2014

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Mangiare senza vedere quello che si sta mangiando, toccando il cibo e annusandone i profumi, dolci o speziati. Tornare a gustare il cibo, anziché vederlo quasi come un’ “architettura” estetica. Sono gli obiettivi e le sensazioni che hanno caratterizzato il successo della quarta “Cena al buio”, organizzata dalla sezione piacentina della Unione italiana ciechi in collaborazione con la Scuola Alberghiera e di Ristorazione gestita dallo Ial di Piacenza. Nella scuola di via Campesio, stasera, il menù da gustare rigorosamente a luci spente, per comprendere le difficoltà dei non vedenti, ha previsto aperitivo con focacce varie, sformatino di carciofi, bocconcini di caprino in crosta di granella di pistacchi con gelatina di melograno rosso, tortelloni di ricotta e spinaci con salsa ai porcini, arista di mora romagnola in crosta di pane con patate, fragole. “I ragazzi hanno reagito con entusiasmo all’iniziativa – spiega Paola Trespidi della scuola -, questo è un modo per sensibilizzarli nei confronti di una disabilità e per educare tutti gli ospiti a riscoprire il gusto del cibo”.

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