Ikea, tregua di quarantotto ore.
Da domani riprende il lavoro

12 Maggio 2014

Ikea-Si Cobas, incontro in Perfettura (1)1-800

Dopo quasi 6 ore di riunione sotto la decisa direzione del prefetto Anna Palombi e del viceprefetto Elio Faillaci è arrivata una tregua di almeno 48 ore nella vertenza che oppone i 33 facchini sospesi all’Ikea e la cooperativa san Martino. Le parti , non senza grandi difficoltà, hanno concordato di risolvere la questione disciplinare entro mercoledì sera. Per 48 ore dunque i blocchi ai cancelli saranno rimossi, da domani si torna quindi a lavorare al deposito 2 della multinazionale svedese.
Resta l’incognita di cosa accadrà da giovedì mattina, soprattutto se le sospensioni non saranno ritirate dalla cooperativa.

Per i Si-Cobas si aprono però altri due problemi. La questura sta, infatti, valutando la posizione dei promotori del corteo di ieri pomeriggio organizzato per solidarietà ai lavoratori Ikea. I manifestanti hanno voluto seguire un percorso differente rispetto a quello concordato, quindi potrebbero arrivare alcune denunce.
Un iscritto al sindacato di base, poi, ha deciso di stracciare la tessera, in contestazione con i metodi utilizzati in questa occasione: “Non si tratta di una battaglia sindacale, ma personale e politica – afferma Oreste Consalvi – da parte di pochi, che si trascinano dietro anche altri, spesso con metodi inaccettabili. Anche perchè tutti i nostri diritti sono rispetti dalla coop San Martino, che ha dovuto prendere provvedimenti dopo l’occupazione di un reparto”.

Il verbale dell’accordo
Comunicato stampa Cooperativa San Martino

NOTIZIA DELLE 11.15
Occupazione reparto Ikea, ecco il video. Vertice in prefettura
E’ iniziata intorno alle 11 in prefettura la riunione fiume tra i rappresentanti dei Sì-Cobas, della cooperativa San Martino con il Prefetto Anna Palombi e il viceprefetto Elio Faillaci. Il vertice è stato convocato dal Prefetto con l’obiettivo di riavvicinare le parti.

NOTIZIA DELLE 6
Oggi è lunedì, ma i cancelli del deposito 2 di Ikea al Polo logistico resteranno chiusi
La multinazionale svedese ha deciso di non riprendere l’attività sino a quando non saranno totalmente rimossi i blocchi che i Si-Cobas hanno ripreso da martedì scorso per protestare contro le sanzioni disciplinari a carico di 33 operai, accusati di aver ingiustificatamente bloccato un intero reparto. La speranza è che oggi dia esito positivo l’incontro in prefettura a cui sono invitati i rappresentanti del sindacato di base (che chiedono il ritiro dei provvedimenti) e quelli della coop San Martino, che gestisce il personale in Ikea. Se il muro contro muro crollerà, allora già da domani il deposito 2 ricomincerà a operare regolarmente, anche se non è semplice prevedere come procederà questa delicata vicenda.
Anche perché la cooperativa respinge ogni accusa del sindacato di base e non ha intenzione di fare passi indietro, sostenuta dalla maggioranza dei soci-lavoratori di Ikea che vuole riprendere l’attività al più presto e appoggiata dalle istituzioni locali, che hanno duramente criticato l’atteggiamento dei Si-Cobas e delle forze che lo hanno affiancato, a cominciare da Rifondazione comunista.

Ieri in rete è comparso un lungo video che documenta i concitati attimi della “occupazione” di un reparto da parte di una trentina di facchini. In primo piano l’operaio a cui era stato temporaneamente inibita la possibilità di utilizzare il carrello elettrico per non aver completato le visite mediche obbligatorie. Le immagini rivelano come l’uomo dica chiaramente che non intende svolgere altre mansioni, sostenuto da numerosi colleghi. Nel video i lavoratori discutono con alcuni rappresentanti della San Martino.

IL LINK DEL VIDEO:

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