Le mutande sporche del vicino conservate in frigo: sono corpo di reato

16 Maggio 2014

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Poteva essere una semplice lite tra vicini di casa, risolta senza l’intervento di carabinieri, giudici ed avvocati. Quando però una mattina la famiglia che si considera perseguitata, si è trovata in cortile, nei pressi della porta d’ingresso di casa, un paio di mutande da uomo “ripiene” di contenuti inequivocabili, l’indignazione è diventata rabbia ed è scattata la denuncia.

Era la primavera del 2012: da quel momento il “reperto” è conservato dalla famiglia in un frigorifero portatile. Perché? «Per un eventuale test del Dna» secondo i denuncianti. E dopo l’individuazione del presunto responsabile, accusato di getto pericoloso di cose, è scattato il processo.

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