Delitto Castelsangiovanni, Filippini condannata a 12 anni e sei mesi

20 Maggio 2014

Cristina Filippini

Maria Cristina Filippini è stata condannata a 12 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio e furto: questa la sentenza pronunciata alle 13.40 dal giudice Gianandrea Bussi, al termine del processo di primo grado per l’assassinio di Anna Giuliana Boccenti, madre adottiva della donna. Il giudice ha riconosciuto le attenuanti all’imputata: la richiesta del pm, formulata poche ore prima, era di 16 anni e 8 mesi. I legali della Filippini valuteranno la possibilità di fare ricorso in appello.

Notizia delle 12 – Il pubblico ministero Emilio Pisante ha chiesto 16 anni e 8 mesi di reclusione per Maria Cristina Filippini, accusata dell’omicidio dell’anziana madre adottiva Anna Giuliana Boccenti, soffocata al termine di una furiosa lite, nell’appartamento della 90enne di Castelsangiovanni.
Il processo è in corso nell’aula del tribunale di Piacenza, con rito abbreviato, che consente lo sconto di un terzo sulla pena. La sentenza è attesa per le 13.

A fare da sfondo al delitto il vizio del gioco d’azzardo: secondo la perizia di parte la Filippini è affetta da dipendenza patologica da gioco d’azzardo, tanto da essere messa in discussione la sua capacità d’intendere e di volere. La donna, dopo l’omicidio, aveva rubato alla madre una collana, rivenduta subito dopo a un compro oro di Castelsangiovanni, proprio per ottenere il denaro da spendere ai videopoker. Diverso il parere della perizia richiesta dal Tribunale e stesa dallo psichiatra Filippo Lombardi, il quale non nega che la 48enne abbia un problema di dipendenza dalle slot-machine, ma ritiene che il movente del crimine abbia origine nei difficili rapporti tra madre e figlia adottiva, incrinati da diversi anni.

Il delitto risale alla notte tra il 3 e 4 febbraio 2013: la Filippini aveva dichiarato agli inquirenti di aver raggiunto l’appartamento della madre in via Mameli, dove viveva sola, con l’intento di chiarirsi, dopo un diverbio esploso tra le due lo stesso pomeriggio. La visita si era invece trasformata nuovamente in litigio e poi in aggressione: la Filippini aveva immobilizzato l’anziana sul letto, premendole il ginocchio sull’addome e poi le aveva premuto un cuscino sul viso, fino a soffocarla. La 48enne aveva poi messo a soqquadro l’abitazione e rubato una catenina e pochi contanti, nel tentativo di depistare gli investigatori. Messa alle strette dagli uomini del nucleo investigativo dei carabinieri, pochi giorni dopo aveva confessato di essere l’autrice dell’assassinio. La difesa, rappresentata dai legali Elena Marzi e Alessandra Salvadè, ha chiesto l’assoluzione dell’imputata.

Cristina Filippini

Elena Marzi e Alessandra Salvadè

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