Piacenza

Truffe alle assicurazioni: la rete agiva da oltre un anno

4 giugno 2014

Operazione antitruffa
L’organizzazione agiva da oltre un anno, inscenando falsi incidenti stradali per intascare risarcimenti in denaro: emergono nuovi dettagli sull’inchiesta alle truffe assicurative, partita in Valtrebbia e condotta dai carabinieri della compagnia di Bobbio.
I primi segnali dell’attività illecita risalirebbero al 2012: in quell’anno le indagini degli inquirenti, sfociate nelle 18 misure cautelari emesse dalla procura di Piacenza la scorsa settimana, pare fossero già in corso.
I sospetti avrebbero portato gli investigatori a monitorare, attraverso vari canali, le persone implicate nel raggiro, fino a risalire ad una vera e propria organizzazione, i cui membri ora sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa.
Oggi si sono tenuti gli interrogatori di garanzia per i 7 arrestati, rinchiusi al carcere delle Novate.
Nella giornata di ieri sono state ascoltate le 11 persone agli arresti domiciliari, che hanno incontrato in tribunale il gip Elena Stoppini: la maggior parte degli indagati ha deciso di non avvalersi della facoltà di non rispondere e di chiarire la propria posizione davanti al giudice per le indagini preliminari. La rete finita nel mirino degli inquirenti, volta a creare falsi sinistri, pare essere strutturata su più livelli: da un lato gli ideatori della truffa, che tracciavano le direttive, dall’altro i figuranti, persone alle quali sono stati contestati un certo numero di episodi, ma comunque sospettati di aver avuto un ruolo attivo nell’organizzazione e dunque finiti agli arresti domiciliari.
Una rete che operava tra il Piacentino e la Lombardia, formata da professionisti, quali avvocati, medici e periti, che reclutavano sbandati o disoccupati disposti ad partecipare alla truffa, previo compenso. Oltre ai 18 arrestati gli inquirenti hanno denunciato a piede libero 75 persone. Le indagini proseguono a pieno ritmo: nel corso degli arresti gli uomini dell’Arma hanno sequestrato materiale informatico e documenti, che potrebbero allargare il numero degli indagati e la cifra degli incidenti stradali, mai esistiti, che hanno fruttato soldi ai presunti truffatori. Ancora massimo riserbo da parte della Procura, che nei prossimi giorni potrebbe chiarire i contorni dell’inchiesta.

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