Quattro giovani diventano preti. Sabato 14 l’Ordinazione in Duomo

06 Giugno 2014

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Nei sabati di giugno la Cattedrale di Piacenza ospita numerosi matrimoni ma quello di sabato 14 sarà molto particolare perché quattro giovani della Diocesi sposeranno Dio. L’ordinazione sacerdotale di Fabio, Matteo, Paolo e Roberto sarà un momento di festa per tutta la comunità. Entrati in seminario sei anni fa, hanno concluso il percorso di studi, la settimana prossima discuteranno la tesi e da domenica 15 giugno saranno a disposizione della Diocesi che deve ancora definire la loro destinazione e non è difficile immaginare che a contenderseli siano in tanti, vista la carenza di parroci sul territorio.

Chi pensa al seminario come un luogo chiuso con ragazzi chini sui libri in stanze buie, si deve ricredere vedendo quattro giovani solari, sorridenti, spigliati, convinti della loro scelta e pronti a dedicarsi totalmente alla comunità che li accoglierà. Tra i primi simboli della modernità, l’invito alla cerimonia del 14 giugno alle 16 in Duomo, divulgato dai quattro futuri “don” tramite il social network Facebook.

Da sempre vicini alla vita della loro parrocchia, hanno sentito il bisogno di dedicarsi totalmente al Signore e così intrapreso l’impegnativo cammino di una scelta controcorrente.

Paolo Capra – Roveleto di Cadeo, 30 anni – “La scelta è stata frutto di una lunga riflessione maturata nell’ambiente della parrocchia. Cercavo di più e lo ho trovato qui. Se non avessi fatto il prete avrei fatto l’assistente sociale per dedicarmi agli altri, nessuno immaginava che sarei diventato prete. Ci sono stati momenti difficili in questi anni e ho cercato di mascherarli, ma alla fine ho sempre pensato al perchè lo avevo fatto e sono andato avanti. E’ una scelta che riempie di gioia ed è quello che io voglio trasmettere”.
Matteo Di Paola – San Giuseppe operaio Piacenza, 30 anni – “Studiavo psicologia ma niente di quello che facevo mi bastava, poi ho iniziato a frequentare la Caritas di Parma e quella è stata la svolta. In seminario con gli altri ragazzi si è creata una bella atmosfera, ci siamo uniti molto. La nostra presenza nelle parrocchie sarà dedicata ai giovani, in questi anni ho capito che i giovani hanno bisogno di essere ascoltati e questo sarà il mio obiettivo”.
Fabio Galeazzi – Roveleto di Cadeo, 28 anni – “Non c’è stato un momento preciso per la mia vocazione, negli anni dell’università è nata in me l’esigenza di dare un senso totalizzante non volevo tempi morti, volevo dedicarmi totalmente al Signore. La famiglia è stata contenta e mi ha incoraggiato. Sono disponibile ad ascoltare quello che il Signore vuole da me”.
Roberto Ponzini – Carniglia (Bedonia), 27 anni – “Lavoravo come falegname con mio padre e quando il parroco è morto ho avvertito il bisogno di dedicare la mia vita a Dio. Ripenso ogni giorno a questa scelta, è un grande mistero dal quale da un lato si vuole andare via e dall’altro si è attratti. Della quotidianità di prima mi mancano i lavoretti in campagna, qualcosa di materiale, i libri non erano la mia passione. Una parrocchia di montagna sarebbe il mio sogno”.

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