Volontari del Soccorso Alpino, una tassa per il rimborso lavorativo. E’ polemica

10 Luglio 2014

soccorso alpino

Sale la polemica in merito all’obbligo – recentemente motivato dall’Agenzia delle Entrate –  di apporre due marche da bollo da 16 euro sul modulo di rimborso che tutela i volontari del Soccorso Alpino per non perdere la giornata lavorativa in caso di intervento.

Quando impegnati a salvare vite umane la legge riconosce ai tecnici del Soccorso alpino e speleologico del Cnsas, che siano lavoratori autonomi, il diritto a un rimborso per non perdere la giornata di lavoro, mentre i volontari lavoratori dipendenti hanno diritto di astenersi dal lavoro mantenendo intatto lo stipendio.

Anche a Piacenza e provincia, i volontari del Cnsas saranno quindi obbligati a pagare una tassa in caso di intervento, trovandosi così di fronte alla scelta se pagare per ottenere il rimborso o se perdere la giornata lavorativa.

“In questi anni di crisi economica essere volontari è ogni giorno più difficile – recita il comunicato del presidente del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico Pier Giorgio Baldracco -, e solo un grande spirito di solidarietà e di coscienza civica aiuta a restare saldi e a continuare nell’opera, pur nel timore di ripercussioni negative sul lavoro che in questa situazione economica è ogni giorno a rischio. Non si può chiedere a un soccorritore – prosegue – di pagare una tassa su una richiesta di rimborso per un’attività svolta a favore della cittadinanza”.

Il comunicato stampa del Cnsas

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