Piacenza

Mutande sporche davanti a casa. Vicini si difendono: “Erano stracci”

8 ottobre 2014

tribunale

Mutande sporche davanti alla porta di casa, un’altra udienza si è tenuta stamattina in Tribunale a Piacenza. La denuncia era scattata nella primavera del 2012 al termine di un’ escalation di liti e diverbi tra vicini di casa. Poi una mattina la famiglia che si considera presa nel mirino si è trovata in cortile, vicino alla porta d’ingresso di casa, un paio di mutande da uomo contenenti degli escrementi, l’indignazione era diventata rabbia ed era scattata la denuncia. Dal quel momento il “reperto” è conservato dalla famiglia in un frigorifero portatile per un eventuale test del Dna. E dopo l’individuazione del presunto responsabile, (accusato di getto pericoloso di cose) è scattato il processo. Tutti sono residenti in Valdarda.
Oggi davanti al giudice Ivan Borasi è comparsa la moglie dell’imputato, che ha raccontato che la mattina in cui è verificato l’episodio aveva avuto una discussione con il marito, il quale, in un momento di rabbia aveva lanciato uno straccio che teneva sul camion finito nel giardino dei vicini. “Potevano anche essere mutande – ha detto la donna – perché capita spesso di tagliare indumenti ormai inutilizzati per trasformarli in stracci”.
Diversa la versione della famiglia che ha sporto denuncia e che ha tenuto le mutande con il loro contenuto a disposizione degli inquirenti per oltre due anni. La figlia della coppia in una precedente udienza aveva raccontato la dinamica dei fatti: “Alle 6 del mattino mia madre era uscita di casa e appena davanti alla porta d’ingresso aveva trovato un paio di mutande da uomo con il loro contenuto e aveva immediatamente avvertito mio padre che era sceso e aveva fotografato tutto. Mia madre dopo aver indossato un paio di guanti aveva messo le mutande in un frigorifero portatile. Mio padre, che aveva istallato delle telecamere, aveva visionato le registrazioni e da queste si notava un camion passare davanti alla casa con un braccio che dal finestrino lanciava un oggetto. Foto e registrazioni sono state consegnate ai carabinieri. Il vicino è stato denunciato e rinviato a giudizio con l’accusa di getto pericoloso di cose, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone. Inutili i successivi tentativi di conciliazione. La sentenza è prevista per il 23 gennaio 2015.

 

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