Telecom, i lavoratori bocciano l’accordo sindacale. Cisl: “Sedi a rischio”

23 Gennaio 2015

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I lavoratori dei call center di Telecom hanno respinto in tutta Italia l’accordo sindacale unitario, proposto attraverso un referendum nelle giornate di mercoledì e giovedì. L’intesa, raggiunta lo scorso 18 dicembre prevedeva che, fino al 2017, non sarebbe avvenuta una societarizzazione e che sarebbero rimaste aperte 41 sedi su 52. A Piacenza i lavoratori sono 36. Al referendum nella nostra città si sono registrati 18 no all’accordo e 4 sì. In totale hanno partecipato circa 8mila dipendenti, l’87% dei lavoratori, e l’intesa e’ stata bocciata con 4.266 voti sfavorevoli, mentre 3.259 sono stati i favorevoli. Secondo Stefano Gregnanin della Fistel Cisl regionale ora il rischio della societarizzazione si fa più concreto e la chiusura delle sedi rappresenta un grave problema per i lavoratori coinvolti. Per quelli piacentini, Gregnanin ipotizza un futuro possibile trasferimento a Milano o Bologna. “Sostenevamo l’accordo – ha dichiarato – perché era il male minore, ma prendiamo atto del volere dei lavoratori e metteremo in campo le azioni che ci chiederanno”.

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