Urban Hub di via Alberoni, prende forma la progettazione del FabLab

20 Febbraio 2015

presentazione Urban Hub (1)-800

Creativi, architetti, makers, ingegneri informatici, aziende: l’Urban Hub di via Alberoni prende forma nella progettazione del FabLab, lo spazio per la produzione di oggetti attraverso la stampa tridimensionale, che promuoverà la prototipazione rapida ma anche tutte le tecnologie ad essa connesse.
Ieri pomeriggio infatti, presso la Sala Consiglio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, una ventina di persone si sono confrontate, in un brainstorming coordinato da Mario Salmon, già responsabile di InnovationMusp, in cui si è concluso che il FabLab dovrà inquadrarsi nello schema del FabLab Charter, ovvero di uno schema in cui la nascita di una community prevalga sulla tecnologia ed in cui la connessione tra la produzione di oggetti e i nuovi artigiani digitali sia irrobustita dalla rete tra FabLab e imprese. Tra i presenti Pasquale Mei del Politecnico di Milano e Roberto Bernazzani dell’Università Cattolica, oltre che il presidente dell’Ordine degli Architetti di Piacenza Giuseppe Baracchi, Massimiliano Bariola, vincitore della Start Cup Piacenza 2015, Stefano Tirelli, del laboratorio Musp b, artisti come Claudia Losi, architetti come Giacomo Ferrari, Joana Oliveira, Franz Bergonzi, Cecilia Losi e designers come Sara Gardella, Filippo Losi, Nicola Tosca, Paolo Tacchinardi e Pietro Saccarini di Officine Baco, ed altri imprenditori ed utilizzatori di stampanti a 3D.
Un mondo relativamente nuovo che avrà a Piacenza uno spazio in cui i makers che oggi popolano anche la nostra città potranno esprimersi e condividere le loro esperienze.
Il vicesindaco Timpano, che ha aperto i lavori, commenta: “E’ stato un appuntamento preziosissimo per noi e per chi sta facendo la progettazione di dettaglio che, nell’occasione, ha raccolto informazioni e suggerimenti utilissimi per costruire il FabLab a misura del territorio piacentino. Non è nel nostro interesse imporre un modello, ma costruirne uno dal basso attraverso il dibattito ed il confronto degli utilizzatori”.

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