Medico piacentino salva i migranti sui barconi: “Sono disperati”

25 Febbraio 2015

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“Nei loro occhi vedo la paura, il terrore. Vedo esperienze allucinanti vissute sulla propria pelle. Quando li salvo mi dicono grazie in tutte le lingue. Qualcuno mi dedica una danza”. Raffaele Scala è un medico piacentino, vice direttore sanitario della Misericordia di Piacenza, che ha accettato di far parte delle squadre di salvataggio di “Mare Nostrum”. Trentaquattro anni, cardiologo, fa parte del soccorso sanitario dell’Ordine di Malta. Va e viene da Lampedusa. Ogni volta che parte per una missione rimane là un mese. Ha visto la morte in faccia, la sua e quella di chi non ce l’ha fatta ma ha salvato anche tante vite.

“Recuperiamo dai mari in burrasca molti migranti in fuga dalla guerra, che quando ci vedono si mettono a piangere e si buttano in acqua per raggiungerci. Dal momento in cui squilla il cellulare, abbiamo 5 minuti per salire sulle Sar della Capitaneria e raggiungere i barconi avvistati. Non c’è tempo da perdere”.

A Scala chiediamo che idea si sia fatto delle polemiche che imperversano in questi giorni sull’accoglienza dei profughi e sulla possibile presenza di terroristi dell’Isis sui gommoni: “Ho fatto un giuramento che è quello di aiutare le persone per il resto non posso fare considerazioni politiche ma credo che i delinquenti non si facciano 3 o 4 giorni di navigazione senza acqua e senza cibo con il rischio di morire per raggiungere l’Italia. Sui barconi ho visto anche medici africani ai quali era stato negato il visto e che non potevano far altro che scappare via mare. Sono solo disperati”.

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