Non le dicono di togliere le lenti prima della visita: rimborsata

27 Marzo 2015

lenti

Non ha potuto fare una visita oculistica, pagata, perché nessuno le aveva detto che doveva togliersi le lenti a contatto molto prima del controllo. Ma l’Ausl di Piacenza ha negato la richiesta di una nuova visita o il rimborso del ticket perché “la prestazione era stata correttamente adempiuta”, dal momento che comunque l’oculista “ha fornito dettagliati chiarimenti sulla miopia e presbiopia, patologie proprie della segnalante”. A riportare il caso è il Difensore civico regionale, Gianluca Gardini, a cui la donna si è rivolta: a distanza di un mese dall’intervento del Difensore, l’ Azienda Usl, che nel frattempo aveva già scelto di inserire sul foglio di prenotazione come promemoria la necessità di togliere le lenti a contatto diverso tempo prima della visita oculistica, ha accolto le motivazioni e inviato il modulo per il rimborso del ticket.
“L’Ausl non poteva addurre l’impossibilità di poter effettuare la prima visita oculistica per causa a lei non imputabile – spiega Gardini richiamando il Codice civile -, dato che il principio di diligenza avrebbe richiesto una adeguata informazione circa la necessità di togliere le lenti a contatto prima della visita oculistica”. Allo stesso modo poi, prosegue il Difensore civico, “posto che la prestazione non è stata in alcun modo eseguita, il ticket di 23 Euro non può che essere rimborsato, in quanto manca la causa del corrispettivo dovuto”: infatti, ribadisce, “la visita oculistica di base non può limitarsi a fornire chiarimenti o spiegazioni, senza alcun esame clinico della paziente”.
“La vicenda è molto interessante perché, nonostante l’esiguità dell’importo, fa emergere un versante nuovo della responsabilità per mancata erogazione di prestazioni sanitarie. Bisogna in ogni caso riconoscere – prosegue il Difensore civico – che stavolta il debitore ha riconosciuto il proprio errore e ha adottato un comportamento corretto e collaborativo.

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