Omicidio di Quarto, la governante: “Pensavo il contrario”

27 Marzo 2015

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È sconvolta Noemi, colf di origini boliviane, da settembre al servizio dei coniugi Mutti nella loro splendida villa di Quarto. La donna, di turno il martedì e il venerdì, stamattina è arrivata in anticipo, ignara della tragedia che si era consumata durante la notte. Ha saputo tutto dai giornalisti: “Non ci posso credere, ha detto ai microfoni di Telelibertà, con le lacrime agli occhi e la voce interrotta dal singhiozzo. “Pensavo il contrario” – la giovane si lascia scappare questa frase che potrebbe spiegare il motivo del delitto avvenuto tra le mura di questa villa dove, forse, le discussioni non erano poi così rare. La moglie avrebbe dunque agito per difendersi? Sembra che nel comodino accanto al letto tenesse il coltello con cui avrebbe ucciso il marito. I rapporti tra i due erano quindi molto tesi anche se la governante assicura di non aver mai assistito alle loro liti. Poi Noemi precisa: “Pensavo che fosse stato lui perché di solito sono gli uomini a commettere questi delitti”. Nei mesi scorsi però la donna era arrivata nella villa e non aveva trovato la padrona di casa. Il marito era accanto a un televisore spaccato in due. “Non mi sono sentita al sicuro e me ne sono andata – racconta la colf: lui non sapeva dirmi dove fosse la moglie, continuava a ripetere “è fuori”. A quel punto ho preso le mie cose e sono tornata a casa, non ero a mio agio”.

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