Cocaina all’ombra dei Cavalli, sgominata rete di spacciatori nordafricani

08 Aprile 2015

spaccio

Per l’enorme rete di spacciatori nordafricani che vendevano giornalmente cocaina anche sotto i cavalli del Mochi, il Sostituto procuratore Antonio Colonna ha formulato oggi quindici richieste di rinvio a giudizio. Per tutti l’accusa è di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Quindici erano le persone coinvolte nell’operazione “Tunus” che aveva portato nel settembre del 2014, all’emissione di altrettante ordinanze di custodia cautelare e a undici denunce. Ottanta invece le persone segnalate come assuntrici di sostanze stupefacenti. Circa quaranta gli assuntori sentiti dal Sostituto procuratore nel corso dell’inchiesta che ha prodotto sessantotto capi d’imputazione per qualche migliaio di episodi di cessione di droga per lo più compiuti a Piacenza. Le persone per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio sono dodici tunisini, (uno dei quali è stato rintraciato e incriminato, sempre per spaccio, dai carabinieri due mesi fa) due marocchini e un ecuadoriano. Un italiano coinvolto nell’inchiesta ha precedentemente patteggiato la pena. Sei degli indagati sono tuttora latitanti, otto sono sottoposti ad obbligo di firma giornaliero presso la polizia giudiziaria e uno è in libertà. A capo della vasta rete di spaccio un tunisino di 20 anni che è riuscito a sottrarsi alla misura cautelare ed è tuttora latitante.

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