Piacenza

Tubercolosi, 35 casi ogni anno nel Piacentino

27 aprile 2015

Nuovo pronto soccorso

Fino a qualche anno fa, precisamente fino agli anni Settanta, sembrava scomparsa. Invece la tubercolosi è tornata e nel Piacentino vede almeno 30-35 casi ogni anno. Praticamente tre al mese. “Contrariamente a quanto spesso si sente dire – fa sapere l’Ausl – gli immigrati non sono tra le prime cause del grande ritorno, perché tendenzialmente chi si mette in viaggio anche da zone ad alto rischio endemico (ad esempio l’Africa sub sahariana)verso la speranza è una persona sana, che si può permettere di sfidare i confini. Tra i fattori principali, invece, il progressivo invecchiamento della popolazione e la maggiore sopravvivenza degli anziani”. Chi ha contratto Tbc oggi vive abbastanza a lungo per vederla riattivare. In Emilia-Romagna si contano 400 casi all’anno. Dal 2006 ad oggi, la cifra si è mantenuta stabile.

COS’E’ LA TBC. La tubercolosi, come spiegato dai referenti Ausl di Piacenza, è una malattia contagiosa causata da un batterio, il Mycobacterium tuberculosis o bacillo di Koch, che si trasmette per via aerea (tramite saliva, starnuto o colpo di tosse). Non necessariamente però tutte le persone contagiate dal batterio della Tbc si ammalano. Si calcola che solo il 10-15% delle persone infettate dal batterio potrà sviluppare la malattia nel corso della sua vita.

IL CONTAGIO. Solamente le persone che sono state in stretto contatto, per periodi prolungati e in ambienti chiusi e scarsamente ventilati con un malato colpito da tubercolosi polmonare aperta e bacillifera, possono essere contagiati e ammalarsi. La trasmissione del bacillo all’aria aperta o in occasione di contatti rapidi o distanti è eccezionale. La tubercolosi polmonare può essere considerata contagiosa quando il batterio è presente nell’escreato e può essere visibile all’esame microscopico diretto. Al contrario, la sola positività dell’esame colturale non è sinonimo di contagiosità.

I SINTOMI. I sintomi della Tbc sono tosse, febbre, sudorazioni, perdita di peso e dolore toracico. La diagnosi precoce per la presenza di Mycobacterium è quella effettuata a livello microscopico sull’espettorato della persona.

ATTENZIONI ALLE CONDIZIONI DI VITA. La tubercolosi è una malattia fortemente associata alle condizioni in cui vivono le persone. L’abbassamento delle difese immunitarie è il fattore principale per lo sviluppo della malattia tubercolare e può dipendere dal fatto di vivere in condizioni igieniche molto scarse e di soffrire di uno stato di malnutrizione e cattive condizioni generali di salute.

GLI ANTIBIOTICI. La terapia, efficace nel quasi 100 per cento dei casi, è costituita da un’associazione di almeno quattro antibiotici che devono essere assunti per un periodo non inferiore ai sei mesi e che di norma rendono il paziente non più contagioso nel giro di pochi giorni.

IL MIGRANTE MALATO. Nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Piacenza è stato ricoverato un migrante con diagnosi accertata di Tubercolosi polmonare. Le sue condizioni sono buone. Il precoce riconoscimento del caso è stato reso possibile grazie alla collaborazione che l’ambulatorio Immigrati dell’Ausl di Piacenza (che fa capo al reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Piacenza) ha attivato dal marzo 2014 con la Prefettura. Si è trattato però del primo caso di migrante affetto da Tbc.

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