Camion sulla strada, schianto con i carabinieri: chiuse le indagini

12 Maggio 2015

castelsangiovanni

Omicidio colposo e lesioni colpose. Sono queste le accuse di cui deve rispondere Savva Novakov, il 46enne autista moldavo che si trovava a bordo del camion contro il quale il 29 settembre dello scorso anno, a Castelsangiovanni, si è schiantata l’auto dei carabinieri con a bordo Luca Di Pietra e Massimo Banci. Il primo era morto sul colpo, il secondo aveva riportato gravissime ferite e, ancora oggi, sta affrontando la riabilitazione.
Secondo la Procura, che nei giorni scorsi ha chiuso le indagini sulla tragica vicenda, la posizione in cui si trovava il mezzo pesante, al momento dell’incidente, ha generato una situazione definita dai magistrati «di intralcio e di pericolo per la circolazione stradale». In questo modo, sempre secondo l’accusa, i carabinieri, che stavano inseguendo un’auto sospetta, non avrebbero avuto la possibilità, anche per la presenza di sterpaglie, di accertarsi dell’esatta posizione dell’autoarticolato. L’autista è difeso dall’avvocato Marco Malvicini.
Quel giorno i due militari, appartenenti al Radiomobile di Piacenza, stavano inseguendo un’auto, quando si sono scontrati con il Tir parcheggiato sul lato sinistro della carreggiata. Il carabiniere alla guida, Luca Di Pietra, era morto sul colpo, mentre il collega era stato estratto dalle lamiere e portato a Milano.
Luca di Pietra, sposato con due figli, era originario di Roma e, da sedici anni residente nella provincia di Piacenza, a Vigolzone, dove viveva con la famiglia.

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