Aggredì la moglie incinta e i poliziotti, torna a casa il 30enne nigeriano

18 Giugno 2015

tribunale (ferrari)

Ha lasciato il carcere ed è tornato nella sua casa ma con obbligo di firma in questura, il nigeriano trentenne che la notte dello scorso 17 maggio aveva aggredito e picchiato la moglie incinta, anche lei nigeriana e di qualche anno più giovane. Lo ha disposto oggi il giudice in tribunale. La moglie dell’imputato aveva ritirato nel frattempo la querela per le aggressioni subite e si era detta pronta ad accogliere in casa il marito. La donna nigeriana lo scorso 17 maggio, nel tentativo di sottrarsi alle ire del marito che era molto ubriaco, era fuggita in strada raggiungendo via Beverora, dove l’uomo l’aveva nuovamente percossa. In aiuto della poveretta erano accorsi alcuni vagabondi che erano riusciti a fermare l’uomo. Subito dopo era sopraggiunta una volante di polizia e il nigeriano si era scatenato contro gli agenti aggredendoli. Uno dei poliziotti aveva riportato cinque giorni di prognosi. Ieri in tribunale il nigeriano, difeso dall’avvocato Righi, è stato chiamato a rispondere dell’accusa di resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Il processo è stato rinviato al prossimo 17 settembre.

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