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Pane 2.0, l’invenzione: un mulino in miniatura per produrre farina biologica

21 giugno 2015

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Ci sono idee che rimangono nei cassetti per decenni senza vedere mai la luce, altre che invece si rivelano vincenti sin da subito, quasi in maniera casuale. In quest’ultimo caso rientra l’ingegnoso marchingegno ideato da Mauro Cristiani e Giorgio Schiavi con il fondamentale supporto di Alessandro Cremona. Un mulino in miniatura che riproduce fedelmente quelli ad acqua divenuti ormai vere e proprie rarità sul territorio. Un attrezzo prodotto per macinare frumento in proprio e arrivare alla produzione di pane senza passare in alcun modo attraverso la grande distribuzione.
“Per riuscire a preservare la nostra salute, è indispensabile cominciare dal cibo – ha detto ai microfoni di Telelibertà, Mauro Cristiani – e l’utilizzo di materie prime sane, sia il primo passo. Per questo abbiamo pensato al mulino: macinare frumento ed ottenere farina che non sia elaborata ma semplicemente frutto di grano biologico e immediatamente utilizzata per la produzione del pane”.
Un lavoro assai ingegnoso: un motorino elettrico che muove macine realizzate con un granito nero d’Africa. Una pietra del tutto naturale che fa la differenza rispetto a quelle sintetiche che hanno invece preso piede negli ultimi decenni.
“Urge un cambio di mentalità – ha detto ancora Cristiani -: servono un paio d’ore alla settimana per produrre pane che basti per almeno sette giorni. Un risparmio di costi notevole e un toccasana per la salute”.
Un’idea alla quale il gruppo di lavoro sta ancora lavorando per cercare di rendere ancor più compatto il piccolo mulino che consentirà di riportare tutto il ciclo produttivo del pane all’interno delle mura domestiche.

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