Vacanze in “zone calde”: un diritto cambiare. Anche la Grecia fa paura

04 Luglio 2015

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L’attentato sulla spiaggia di Sousse del 26 giugno ha fornito un’energica spallata al potenziale turistico del nord Africa, sempre più ostaggio dei terroristi islamici. Anche dal Piacentino iniziano ad arrivare richieste di annullamenti o improvvisi cambi di destinazione dettati da comprensibili timori. Richieste che, bene ricordarlo, rappresentano un diritto per i turisti diretti nelle aree ad alto pericolo.

“Certo, il diritto è riconosciuto dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 315 del 2007 – ha detto ai microfoni di Telelibertà l’avvocato di Federconsumatori, Giulio Ricciardi -: nel momento in cui la meta rientra tra quelle indicate a rischio dalla Farnesina, è facoltà del consumatore richiedere un cambio di destinazione oppure lo spostamento nel tempo del viaggio o addirittura il rimborso del costo sostenuto”.
Casistiche che, agli uffici dell’associazione, si stanno ovviamente presentando con maggiore regolarità. Non solo Tunisia, ma tutta l’area del Nord Africa rientra tra le zone per le quali i timori dei turisti sono ovviamente saliti alle stelle.
“Ultimamente, alla luce della grave situazione economica, riceviamo telefonate di piacentini preoccupati anche da possibili viaggi in Grecia” ha concluso l’avvocato Ricciardi.

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