Piacenza

Droga, alcol e antidepressivi: oltre 3mila accessi al Pronto Soccorso

12 agosto 2015

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Un giovane muore in una discoteca in Romagna dopo aver assunto ecstasy, un’altra ragazzina perde la vita a Messina a causa di un cocktail di droghe risultato fatale. I due recenti fatti di cronaca, che si sono trasformati in tragedie, riaccendono i riflettori sul tema del consumo di sostanze stupefacenti, soprattutto da parte dei giovanissimi, ignari dei rischi che corrono.

Anche a Piacenza il fenomeno è piuttosto diffuso e non riguarda solo la gioventù. Ogni anno, in media, il 6% dei 50mila accessi totali al Pronto Soccorso dell’ospedale, avviene per intossicazioni tossicologiche che comprendono: eccessivo consumo di alcol, assunzione di neurostimolanti come cocaina, anfetamine e meta-anfetamine, assunzione di neurodepressori come eroina, chetamina oppure ingerimento di dosi massicce di antidepressivi. Nella lista non mancano allucinogeni ed ecstasy. Gli esami tossicologici effettuati a scopo diagnostico oppure richiesti dalle forze dell’ordine a seguito di incidenti stradali sono 3.500 all’anno.

“I rischi che si corrono assumendo sostanze stupefacenti sono tanti e, in alcuni casi, molto gravi – ha spiegato Antonio Agosti, medico del Pronto Soccorso ed esperto di intossicazioni tossicologiche. Aritmie fatali, depressione del sistema nervoso fino al coma, convulsioni, insufficienza renale acuta e ipertermia maligna, solo per citarne alcuni”.

“I nuovi nemici sono le “Smart drugs” – spiega Agosti – sostanze sintetiche facilmente reperibili su internet o presso gli Smart shop e vendute come profumatori ambientali o Sali da bagno che invece nascondono cannabinoidi sintetici o catinoni”.

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