Piacenza

Thuram, l’anti divo e paladino della lotta al razzismo, si confessa. Video

25 settembre 2015

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Un campionato europeo, un mondiale oltre a tre scudetti conquistati con la maglia della Juventus. Lilian Thuram, uno dei tanti fuoriclasse della fenomenale Nazionale francese che tra il 98 e il 2000 conquistò tutto, è stato oggi testimonial d’eccezione all’inaugurazione del nuovo spazio aggregativo di via Capra.

L’ex difensore francese ha dimostrato in pochi minuti come fama e titoli non significhino automaticamente divenire divo inavvicinabile: di fronte al nuovo Spazio Belville, Thuram è fuoriclasse come lo era in campo. Una parola per tutti, foto e autografi con il sorriso sempre stampato in volto. Un uomo che ha scelto di sfruttare la propria notorietà per dare avvio ad una battaglia contro le disuguaglianze e al razzismo.

“È un percorso che ho scelto di intraprendere tanti anni fa, forse inconsciamente già dal mio arrivo a Parigi dalla Guadalupa quando avevo nove anni – ha detto l’ex calciatore -: credo che la nostra società sia contraddistinta da troppi pregiudizi e che spazi come quello che si inaugurano oggi, possano andare nella direzione giusta. Il dialogo è la sola strada per capire ed evitare di giudicare solo sulla base del colore della pelle altrui o a seconda che il nostro interlocutore sia uomo o donna”. Thuram parla a lungo di fronte alle telecamere di Telelibertà e quando gli chiediamo la domanda più brutale, il campione del mondo risponde con la chiarezza che lo contraddistingue.
Lilian, potessi scegliere di nascere con un altro colore della pelle, come ti comporteresti? Fossi stato bianco, tutto sarebbe stato più semplice, sbagliamo?
“Io sono nato uomo e tutto è già più semplice” ha detto Thuram.

Immancabile però un breve excursus in un mondo, quello del calcio, del quale dice di non avvertire affatto la mancanza. Quando peró gli chiediamo chi possa essere il suo erede, non ci sono dubbi: “Varanne del Real Madrid: alla sua età non avevo ancora raggiunto i suoi livelli – ha detto Thuram, giunto a Piacenza accompagnato dall’amico fraterno ed ex biancorosso, Matteo Guardalben.

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