Piacenza

Atrio del nucleo antico dell’ospedale di Piacenza, al via la riqualificazione

27 ottobre 2015

Ospedale di Piacenza, nuovo atrio

Sono iniziati in questi giorni, all’ospedale di Piacenza, i lavori di riqualificazione dell’atrio di accesso al nucleo antico, realizzato tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso.

“Il nostro obiettivo – spiega il direttore generale Ausl Luca Baldino – è quello di migliorare l’ingresso storico del nostro presidio. Il restyling è funzionale soprattutto alla volontà di superare i vincoli architettonici, imposti dalle esistenti vetrate, per creare un’entrata utilizzabile da tutti gli utenti che non abbia barriere alle inabilità”. “È un aspetto importante, perché l’ospedale deve essere realmente – aggiunge – un luogo accessibile a tutti, dove c’è attenzione non solo alla cura ma anche al benessere dei pazienti e di chi li accompagna”.

Complessivamente il cantiere durerà circa un mese facendo convivere lavori e transito delle persone. Alcuni interventi si svolgeranno nelle ore notturne e sarà sempre e comunque garantito l’accesso da via Taverna.

“Grazie alla sostituzione delle vetrate saranno installate porte scorrevoli e automatiche che consentiranno – aggiunge il direttore – un agevole passaggio anche alle persone in carrozzina o con problemi motori”.
Il restyling prevede anche la sistemazione delle targhe commemorative dedicate ai benefattori dell’ospedale, preziosa testimonianza del passato della struttura.

Nel nuovo atrio sarà presente un punto di accoglienza e informativo. Il personale di sorveglianza avrà inoltre a disposizione una seconda postazione, in un ambiente adiacente, che permetterà di sorvegliare l’accesso tramite telecamere. Sarà inoltre creato un angolo ristoro, a disposizione sia dei pazienti e dei loro familiari sia del personale che lavora in ospedale.

Un’altra importante novità, per il nucleo antico dell’ospedale di Piacenza, riguarderà la viabilità interna. “Stiamo lavorando da mesi per fare in modo che gli spazi interni di sosta siano liberati dalle automobili, per restituire alla città e agli utenti un luogo ricco di cultura, di storia e di arte e per rendere più accessibili i servizi che ancora sono collocati in questa parte del presidio”.

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