Falde in calo, dighe vuote: è emergenza siccità

29 Gennaio 2016

Diga del Molato

Una nuova emergenza sta per profilarsi all’orizzonte, o meglio: qualche metro sotto la linea di terra. Si tratta delle falde acquifere, che nel mese di dicembre scorso sono scese di mezzo metro rispetto alla media degli ultimi 17 anni, passando da 1,56 a 2,05 metri.

“Se il clima di questi mesi non lascerà spazio a nuove precipitazioni – denuncia l’Anbi, l’associazione dei Consorzi di bonifica -, quella che oggi è una preoccupazione  potrebbe trasformarsi in una vera e propria emergenza”.

Le ultime analisi effettuate – si legge nel comunicato – dicono chiaramente che a livello regionale le falde sono completamente scariche e che i livelli raggiunti sono addirittura al di sotto di quasi un metro rispetto a quelli fatti registrati durante l’estate 2015, una delle più roventi e siccitose a memoria d’uomo”.

Il problema riguarda anche gli accumuli nelle dighe.

Al 15 gennaio 2015 nella diga di Mignano c’erano oltre 7 milioni e 822mila metri cubi di acqua, oggi solo 860mila.
Nel bacino Molato 5 milioni e 395mila nel 2014, oggi 102mila: praticamente nulla.

“Se dovessero protrarsi le attuali condizioni climatiche – avvisa il Consorzio di Bonifica piacentino – l’acqua disponibile potrebbe essere insufficiente a soddisfare le esigenze delle coltivazioni”.

C’è un altro rischio: la possibilità di precipitazioni improvvise e abbondanti, che il terreno non riuscirebbe ad assorbire in tempo.

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