La banca lo licenzia e gli cambia il tasso del mutuo: risarcito

18 Marzo 2016

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In pochi giorni aveva visto il mondo crollargli addosso: l’istituto bancario per cui lavorava come dirigente lo aveva licenziato e, proprio in virtù di questo allontanamento, gli aveva anche cambiato le condizioni del mutuo, sottoscritto qualche anno fa con le condizioni favorevoli riservate ai soli dipendenti. Protagonista delle vicenda un piacentino, che ha però subito deciso di avviare una battaglia legale appoggiandosi ai legali della Federconsumatori: per il proprio posto di lavoro non c’era nulla da fare, ma per il mutuo è riuscito ad ottenere la restituzione delle somme pagate in più a causa dei tassi di interesse maggiorati.

A curare la pratica, l’avvocato Marta Miglioli: “Abbiamo dapprima scritto alla banca – spiega – sostenendo che i contratti di mutuo non possono essere soggetti a variazione peggiorative perché, considerata la loro natura pluriennale, il recesso non può di fatto essere esercitato da chi lo sottoscrive. Non ci hanno risposto, quindi ci siamo quindi rivolti all’Arbitrato bancario, un organismo forse poco conosciuto ma molto efficace in queste controversie. In poche settimane abbiamo avuto una risposta positiva: la modifica unilaterale della banca è stata ritenuta inefficace, al cliente sono stati restituiti i soldi che non avrebbe dovuto corrispondere e inoltre ha ottenuto il rimborso di 20 euro di spese per istruire la pratica all’Arbitrato”.

avvocato marta miglioli

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