Raduno nazionale guardie giurate: “Non ci sentiamo tutelati”

24 Aprile 2016

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Il tredicesimo raduno nazionale delle guardie giurate che si è svolto oggi a Piacenza davanti alla parrocchia di San Corrado, ha avuto un sapore particolare. Ovvio come il terribile episodio di venerdì scorso, con il ferimento di una guardia giurata di quarant’anni nel corso della tentata rapina di Rottofreno al Mercatone Uno, abbia lasciato il segno.

Intervistate da Telelibertà, alcune guardie piacentine (nella nostra provincia sono 350), dopo aver rivolto gli auguri di una rapida guarigione al collega ferito, si sono soffermate sulla pericolosità della loro professione e su come il governo non li tuteli sufficientemente.

Il presidente nazionale delle guardie giurate in congedo, associazione che ha organizzato il raduno, Giordano Lacasella, se la prende con lo Stato colpevole di legiferare, ma di non essere in grado di far rispettare le leggi come ad esempio l’obbligo, da parte delle agenzie private, di far indossare alle guardie il giubbotto antiproiettile, e di assicurare la presenza di almeno due persone sui furgoni portavalori.

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