Emergenza truffe, trenta in pochi mesi.
Le indicazioni dei carabinieri per evitarle

04 Maggio 2016

truffa telefonica

Dieci tentate truffe e venti andate a segno, per un totale di 60mila euro derubati, è il bilancio che i carabinieri hanno redatto negli ultimi mesi.

Sufficienti per alzare il livello di guardia e sollevare la criticità di una emergenza che non accenna  a calare. Per questo motivo le forze dell’ordine tornano a lanciare l’appello per sensibilizzare i piacentini, in particolare gli anziani, vittime preferite dai truffatori a causa della loro fragilità e buona fede, che li porta a cadere con più facilità nei tranelli.

Dal bilancio emerge che i filoni preferiti dai truffatori sono due: il finto incidente d’auto capitato al figlio (o a un famigliare stretto) e la presenza di mercurio nell’acqua dei rubinetti.

Nel primo caso un sedicente avvocato contatta telefonicamente la vittima designata, spiegando che il parente ha avuto un incidente automobilistico  e che si trova in stato di fermo in una caserma dei carabinieri perché la vettura aveva l’assicurazione scaduta. Per evitarne l’arresto si può pagare subito il rinnovo della polizza, ma occorre fare presto. “Passerà tra pochi minuti un mio collaboratore”, aggiunge il falso legale. Se, subito dopo la telefonata del falso avvocato, si cerca di chiamare le forze dell’ordine o il proprio familiare, a causa di una anomalia del sistema telefonico che mantiene i cellulari connessi ai telefoni fissi per 90 secondi, si viene inconsapevolmente messi in contatto con i truffatori, che fingendosi carabinieri confermano tutta la storia. In quel momento suona il campanello e il finto assistente del falso avvocato reclama i soldi, anche con un certa fretta, per “salvare” il congiunto dall’arresto.

Il secondo caso è quello dell’acqua “avvelenata dal mercurio”. Un finto tecnico Iren, con tanto di tuta da lavoro e tesserino falsificato, si presenta alla porta dell’abitazione per effettuare accertamenti sulla qualità dell’acqua che esce dai rubinetti. Approfittando di un momento di distrazione del padrone di casa rilascia nell’acqua una sostanza che la fa diventare rossa, sostenendo quindi che è inquinata da mercurio, la cui presenza potrebbe danneggiare l’oro presente in casa e sbiancare le banconote. “Per impedire che accada – è la tesi del truffatore – bisogna raccogliere gioielli e soldi e metterli in freezer”. E’ a quel punto che – una volta fatti raccogliere dalla vittima in un sacchetto, il truffatore riesce ad impossessarsi del bottino e, con una scusa, ad allontanarsi”.

L’appello delle forze dell’ordine è sempre quello di non farsi prendere dal panico o dalla fretta, e di chiamare il 112 o il 113 con un telefono cellulare oppure di lasciare passare almeno due minuti dalla fine della prima comunicazione con il telefono fisso.

 

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