Piacenza

Volontari tornano in Friuli a 40 anni dal terremoto. “Un legame indissolubile”

19 ottobre 2016

Carla-e-Maria-Cristina

Un legame profondo nato dopo il terremoto che nel 1976 ha devastato il Friuli e che pochi giorni fa ha portato una delegazione piacentina guidata dalla Caritas a Pradielis in provincia di Udine, dove 40 anni fa i volontari piacentini aiutarono le popolazioni colpite dalla calamità naturale che provocò quasi mille morti.

La piacentina Maria Cristina Ernestini, al tempo prese ferie dal suo lavoro di impiegata, tra le altre mansioni al campo faceva da mangiare per i volontari e forniva supporto psicologico agli anziani che in pochi secondi avevano perso tutto quello che avevano costruito in una vita.
“Nel giorno del mio compleanno a settembre ci fu una scossa terribile – racconta la volontaria – vedevamo pezzi di montagna crollare e le case sbriciolarsi. Da allora sono tornata diverse volte in quelle zone, ho tanti ricordi, ma il più bello è la solidarietà tra gente che prima non si conosceva”.
Chi non dimentica il prezioso aiuto dei volontari è la friulana Carla Muchino. Dopo la seconda scossa arrivò a Piacenza insieme a tanti altri abitanti del suo paese che furono costretti ad abbandonare le tendopoli a causa dell’inizio della stagione fredda. Proprio a Piacenza, Carla trovò il futuro marito e decise di rimanere. Quando la sua terra d’origine fu devastata dalla prima scossa si trovava in Germania per lavoro. “Al ritorno ho trovato il mio paese devastato e mia madre in una tenda senza più niente – ricorda – ho provato un vuoto indescrivibile. Senza i volontari non ce l’avremmo fatta”.

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