Gianni Pasini

Alleva colombi viaggiatori da quattro generazioni: “Una passione divorante”

25 ottobre 2017

“É una malattia”. Ereditaria. Gianni Pasini descrive così la sua passione, divorante e indomabile, per i piccioni viaggiatori. Nei suoi ottant’anni di vita, il colombofilo più longevo di Piacenza, ha allenato e fatto gareggiare centinaia di colombi come fece suo padre, suo nonno e il suo bisnonno.

Non è semplice allevare una cinquantina di colombi alla volta. È vero che sono animali geneticamente predisposti a orientarsi grazie allo sfruttamento del fenomeno della magnetoricezione, ma bisogna incrociarli per rafforzare la specie, la famiglia, controllare lo sviluppo anatomico, abituarli a farli volare, a farli tornare al nido, prima facendo loro percorrere una trentina di chilometri, poi aumentando la distanza gradualmente fino a raggiungere traiettorie di 1500 – 1600 chilometri nelle gare di fondo.

“Soprattutto in estate devo occuparmi di loro di prima mattina e nel tardo pomeriggio, senza poi contare le gare, una ventina in tre mesi. Mia moglie Antonietta mi sgrida e si lamenta delle mie assenza da quando ci conosciamo, da quando passavo i weekend ad addestrare i colombi dopo aver lavorato tutta la settimana in fabbrica – spiega, ridendo sotto i baffi bianchi, Gianni – per questo dico che è una malattia. Non ho mai fatto una vacanza in estate in vita mia. Ogni anno mi riprometto di smettere, di vendere tutti gli uccelli, ma non ci riesco”.

Un impegno a 360 gradi, una vita dedicata ad una passione-ossessione che Gianni non è riuscito a trasmettere ai suoi due figli, ma che tiene ancora unite nei ricordi, nelle foto e nelle medaglie quattro generazioni.

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