Appennino Piacentino

La siccità ha fatto una cosa buona: aumentato la produzione di Zafferano

10 novembre 2017

In questo periodo si raccoglie lo zafferano. Un’operazione molto delicata che si svolge a mano, accucciati tra le fila di piantine e fiori color lilla. Siamo in una piccola azienda agricola, sull’Appennino piacentino, a pochi chilometri da Farini, che, oltre alla spezia più costosa del mondo (valore di mercato che si aggira sui 14mila euro al chilo), ospita, nei suoi campi, ortaggi e pomodori.

“Quest’anno è andata benissimo, oltre alle nostre aspettative – dice soddisfatto Alessandro Saccone, membro di Ohmguru, l’associazione che gestisce l’azienda – sono ormai sette anni che coltiviamo zafferano e questo è senza dubbio il raccolto migliore. La siccità ha aiutato la qualità e la quantità della spezia – continua Saccone – la pianta infatti non sopporta l’umidità ed è per questo che l’Appennino offre le location migliori; grazie ai suoi terreni scoscesi permette un ottimo drenaggio dell’acqua”.

Nel piacentino è ancora una pianta poco coltivata. Secondo i dati Coldiretti, infatti, lo zafferano occupa solo 2,6 pertiche della superficie coltivabile della nostra provincia.

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