Giorni della merla: nebbia in pianura e sole in collina. Non sono i più freddi

29 Gennaio 2018

Secondo la tradizione popolare il 29, 30 e 31 gennaio sono i giorni più freddi dell’anno, i cosiddetti “giorni della merla”. Sull’origine dell’espressione esistono alcune ipotesi, una fa riferimento a una leggenda secondo la quale una merla e i suoi pulcini, originariamente con piumaggio bianco, per ripararsi dal freddo si rifugiarono in un comignolo uscendo il primo febbraio e, a causa della fuliggine, le piume diventarono grigie. Un’altra racconta di un cannone molto pesante soprannominato “La Merla” che doveva essere trasferito da una sponda all’altra del Po ma fu necessario attendere che il fiume gelasse per poter far scivolare il materiale bellico. Le statistiche metereologiche contrastano però con il detto popolare. A Piacenza ad esempio, i giorni più freddi sono inclusi nella prima decade del mese di gennaio. “Nel 2018, i giorni della merla, sono caratterizzati dall’anticiclone che porta sole e temperature miti (13 gradi) dai cento metri di altitudine, mentre in Pianura Padana, a causa del fenomeno denominato inversione termica, si forma la nebbia e la colonnina di mercurio non sale sopra i 5 gradi – fa sapere Vittorio Marzio di Meteovalnure.it –. Dal fine settimana tornerà il sereno anche in pianura ma arriverà un una perturbazione artica che provocherà l’abbassamento delle temperature e il ritorno al pieno inverno. Fino a questo momento, gennaio ha avuto temperature sopra la media di oltre 3 gradi, situazione tipica della fine di febbraio”.

L’istituto Noa ha pubblicato i dati a livello globale del 2017 che è risultato il terzo anno più caldo dal 1880, anno in cui sono iniziate le rilevazioni. I più caldi in assoluto finora sono stati il 2016 e il 2015.

© Copyright 2021 Editoriale Libertà