“Volevano avvelenarmi”, 61enne spiega l’aggressione a moglie e figlio che restano gravissimi

22 Febbraio 2018

 

“Ho dovuto farlo”, avrebbe detto ai carabinieri Aldo Silva, il 61enne ex cantoniere che nella notte tra martedì 20 e mercoledì 21 febbraio ha aggredito nel sonno il figlio di 23 anni e la moglie corsa in suo aiuto, colpendoli violentemente con un giratubi in una cascina a Castell’Arquato. I due si trovano ancora ricoverati in prognosi riservata nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Parma. Le condizioni restano gravissime.

L’uomo ha poi ucciso il cane di famiglia e tentato di togliersi la vita con il gas, dopo essersi reso conto di quanto accaduto. “Volevano avvelenarmi”, ha detto ai militari.

Il 61enne soffriva di problemi psichici insorti dopo una malattia che nel 2015 lo aveva portato in coma. Pare un virus di natura influenzale forse trascurato. Da lì non era stato più lo stesso, Dopo due mesi passanti in ospedale aveva iniziato a manifestare manie di persecuzione ed era entrato in cura, presso il Dipartimento di Salute Mentale di Piacenza. Secondo gli accertamenti sembra che avesse smesso di assumere i medicinali da qualche giorno.

Silva è stato arrestato con l’accusa di duplice tentato omicidio e trasportato al carcere delle Novate, avrebbe spiegato ai carabinieri le ragioni del suo gesto e il rancore che covava verso i familiari: “Mia moglie mi ha fatto ricoverare, mi hanno tolto i fucili da caccia e mio figlio le dava ragione”.

 

 

© Copyright 2021 Editoriale Libertà