Squadra Mobile

Aggressioni inneggiando al nazismo, botte, oltraggi e tentata estorsione: due arresti

29 novembre 2018

Due italiani di 25 e 40 anni, B.G. e S.F. le rispettive iniziali, residenti a Piacenza, sono stati arrestati dalla squadra Mobile della questura su disposizione del giudice per le indagini preliminari Gianandrea Bussi, che ha accolto la richiesta del pubblico ministero Matteo Centini.
I due sono stati protagonisti di una lunga serie di reati, dalle aggressioni a sfondo razziale fino alla tentata estorsione.
“L’attività – spiegano gli investigatori – trae origine da un episodio verificatosi alla metà di ottobre, quando un ragazzo di origini marocchine venne aggredito e picchiato all’esterno di un noto locale pubblico cittadino dal 25enne e apostrofato con epiteti razzisti quali “marocchino di m..”.
La vittima aveva riferito di essere stato “accusato” di appartenere ad una “razza inferiore” da parte del suo aggressore, che si autodefinì “nazifascista convintissimo e fiero del proprio comportamento razzista”.
A partire da questo gravissimo fatto, sono stati ricostruiti altri episodi simili che avevano visto in azione il 25enne, “tutti caratterizzati – precisa la polizia – da un elemento comune rappresentato dallo sfondo razziale e l’estremizzazione politica, accompagnati da un’aggressività feroce e crescente. In particolare, oltre ad episodi di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, il 31 ottobre il giovane si rese nuovamente protagonista di un’aggressione ai danni di un ragazzo piacentino, provocandogli la frattura del setto nasale”.
Ma gli inquirenti hanno scoperto anche un tentativo di estorsione dei due arrestati nei confronti di un uomo piacentino al quale avevano prestato una somma di denaro e successivamente, a fronte di una mancata restituzione immediata del denaro, lo avevano terrorizzato con condotte intimidatorie, aggressive e minacciose, anche nei confronti dei famigliari della vittima, “sino a giungere a delle vere e proprie manifestazioni di violenza fisica”.
Entrambi si trovano adesso alle Novate a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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