Ex chiesa del Carmine, botta e risposta tra il Comune e Italia nostra

18 Gennaio 2019

“Il Consiglio direttivo di Italia nostra sezione di Piacenza esprime viva preoccupazione per l’intervento di restauro in corso nella chiesa del Carmine ove, da quanto si osserva nelle foto pubblicate, nei giorni scorsi sui locali organi di stampa, si nota un soppalco in cemento armato , di enormi dimensioni, che parte dalla parete della controfacciata absidale e si prolunga – per parecchi metri – all’interno dell’edificio trecentesco”.

Inizia così la lettera inviata dalla associazione ambientalista al sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri, per commentare e avanzare perplessità sulla struttura all’interno dell’antico edificio posto tra piazza Casali e via Borghetto.

“Un siffatto solettone, sostenuto da travature metalliche – prosegue la missiva -, costituisce una vandalica ed assolutamente ingiustificata intrusione di uno spazio caratterizzato dallo slancio gotico dei pilastri e dai volumi verticali dell’edificio trecentesco. Una simile “pensilina” non può essere giustificata in nessuna maniera”.

“Se si dovesse applicare la balorda idea di consentire al visitatore di “salire in quota”, per ammirare più da vicino affreschi e stucchi, anche ad altri edifici monumentali arriveremmo all’installazione di passerelle nei saloni di Palazzo Farnese, per meglio osservare le grandiose tele del Draghi, che illustra i fasti farnesiani” – prosegue la lettera.

“Siamo pertanto a chiederLe se fosse possibile consentire, per una sola giornata, l’apertura del Carmine ai piacentini, sospendendo, solo per alcune ore, il lavoro del cantiere onde dar modo, a quanti lo desiderano, di vedere con i propri occhi ciò che è stato realizzato, di bello (e anche di brutto)” è l’invito finale indirizzato al primo cittadino.

Lettera al Sindaco di Piacenza

La risposta dell’amministrazione comunale non si è fatta attendere. Nel primo pomeriggio, in un comunicato stampa l’assessore ai Lavori Pubblici Marco Tassi spiega che “la realizzazione del soppalco, prevista e approvata dalla precedente Amministrazione nell’ambito della riqualificazione della ex chiesa del Carmine, è strettamente correlata alla futura destinazione d’uso del complesso come laboratorio aperto e spazio polivalente a servizio della comunità piacentina. Come ogni altro aspetto progettuale dell’intervento di recupero, anche questo è stato sottoposto all’attenzione della Soprintendenza all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza, nel pieno rispetto delle normative a tutela di un bene storico che è patrimonio della collettività”.

“Colgo l’occasione per ricordare – aggiunge il vice sindaco Elena Baio, che nei giorni scorsi ha ufficialmente presentato i gestori del laboratorio aperto – che le funzioni cui sarà destinato questo splendido edificio sono ancora in fase di definizione. Rinnovo quindi l’appello affinché tutti coloro che sono interessati avanzino le loro idee e proposte in tema di innovazione, mobilità sostenibile e logistica intelligente, per costruire un utilizzo il più condiviso possibile”.

Risposta del Comune

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